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Racconti

29/08/2013

Ecco un racconto di Andry, la nostra inviata dal soggiorno estivo dell'ONCE..

Era da un paio d’anni che sentivo parlare di questo soggiorno in Spagna per ciechi e ipovedenti ma non avevo mai fatto domanda perché spesso in quel periodo andavo a fare visita ai miei parenti in Francia.
Quest’anno, essendo anche l’ultimo in cui potevo partecipare (tra poco sarò maggiorenne!!), feci domanda. All’inizio rimasi delusa, in quanto mi avevano detto che probabilmente non sarei stata selezionata in quanto il mio residuo visivo era troppo alto.
Comunque alla fine mi accettarono e scoprii che sarei partita con due ragazze - Elena di Cantù e Sara di Cuneo - e un ragazzo di nome Ricard che, il caso vuole, abita nella mia stessa regione (il bel Trentino). Ci siamo sentiti prima di partire per scambiarci informazioni e conoscerci un po’ meglio e subito mi è sembrato che il gruppo italiano non fosse niente male.
Il tempo è passato molto veloce e il giorno della partenza è arrivato in un baleno. Un po’ curiosa e un po’ timorosa mi sono imbarcata sull’aereo: destinazione Vigo, città a nord-ovest della Spagna, affacciata sull’oceano Atlantico. Appena arrivata al centro dell’ONCE (Organizaciòn Nacional de Ciegos de España) a Pontevedra i miei timori sono stati immediatamente spazzati via dal caloroso abbraccio di Taira, una delle coordinatrici delle varie attività, che mi ha poi presentato alle persone che erano già arrivate. C’è stata intesa al primo istante con tutte le persone presenti, l’atmosfera era rilassata e giocosa, c’era chi suonava la chitarra, chi il piano e si poteva respirare un’aria leggera e allegra.
Poi è stato tutto un susseguirsi vorticoso di indimenticabili momenti: lezioni, yoga di rilassamento, terapia del riso, macramè, gite al mare, tornei di calcetto, rappresentazioni teatrali, laboratori di cucina, ecc.
La fine dell’esperienza è arrivata, come spesso capita, troppo in fretta e lasciare le persone con cui ho condiviso tutto per quasi due settimane è stato estremamente difficile.
Questo soggiorno estivo è stato sicuramente una delle esperienze più intense e belle della mia vita. Conoscere delle persone positive e piene di vita nonostante la disabilità visiva, vedere come si muovono autonome, capire le loro strategie per fare cose che ci sembrano scontate (come versarsi un bicchiere d’acqua) è stato straordinario ed estremamente arricchente. Spero in futuro di avere altre occasioni simili! Intanto non posso che dire: grazie a tutti i miei compagni di quest’avventura spagnola!
(Andry Nardin)

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