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Dicono di noi

12/09/2013

In rassegna stampa, il presidente Ceccato risponde alla lettera del sig. Pedrotti a L'Adige.

Ciechi, ecco come spendiamo i soldi

(tratto da "L'Adige" - 5 settembre 2013)

Caro direttore, vorrei replicare alla lettera apparsa ieri sull’Adige, e alle accuse sui fondi destinati ai ciechi in Trentino, in special modo riguardo l’associazione che presiedo.
Se la lungimiranza è da considerarsi un difetto, come ciechi siamo anche felici di poterci definire difettosi. Storicamente i ciechi hanno sempre rappresentato una categoria molto attiva e combattiva; l’Unione Italiana dei Ciechi, fondata nel 1920 proprio da un trentino (Aurelio Nicolodi), è sempre stata capofila nella conquista dei diritti (ad esempio, alla Marcia del Dolore del 1954). La categoria dei disabili visivi si è sempre mossa per abbattere i muri di gomma di cui è foderata la nostra società, portando benefici sia per tutte le categorie di disabili che per le persone «normali», cioè che ci vedono.
Riguardo agli «investimenti mirabolanti con i soldi pubblici fatti da alcune realtà del mondo dei ciechi», c’è qualche precisazione da fare. Tutti i contributi provenienti dalla Provincia per le sedi sono stati erogati in maniera percentuale e con una conseguentemente pesante contribuzione da parte delle realtà beneficiarie, che hanno acceso mutui e richiesto prestiti presso alcune casse rurali trentine.
In riferimento all’esempio di Trento, va precisato che la sede della Cooperativa Sociale Irifor del Trentino Onlus è una sola, che l’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti Onlus – Sezione Provinciale di Trento ha pagato la sede di tasca propria senza alcun contributo pubblico e che quello che viene definito «bar» è un circolo ricreativo, cosa completamente diversa.
Vanno spese due parole anche per la palestra e la piscina, utilizzate in alcuni dei percorsi riabilitativi/abilitativi strutturati ad hoc per gli utenti del Centro Irifor. La prima viene utilizzata nelle attività con bambini (sia ipovedenti che non vedenti) per promuovere lo sviluppo di immagini e mappe mentali atte a garantire lo sviluppo delle capacità di orientamento e mobilità, partendo dalla propriocezione.
Quella che si definisce piscina è invece una vasca idroterapica, interamente pagata dalla Cooperativa senza alcun finanziamento pubblico (e con tanto di fatture ad eventuale dimostrazione della cosa), il cui uso è legato a progetti articolati.
Il Centro di Prevenzione e Riabilitazione del Trentino, peraltro, è stato realizzato per adempiere a precise disposizioni normative e non esisteva prima del 2011. La sede di via della Malvasia, così come quella di Borgo Valsugana dell’APC Onlus, è funzionale, non sontuosa. Il fatto poi che la funzionalità sia esteticamente gradevole è un altro paio di maniche. Ma prima del fasto questi lungimiranti ciechi hanno guardato alla sostenibilità (innovazione ed ecologia permettono un contenimento dei costi) e all’utilità; da qui, la scelta di colori diversi per agevolare l’orientamento degli ipovedenti, di porte con profili arrotondati per garantire la sicurezza degli utenti, l’accessibilità totale di ogni zona, la segnaletica in Braille e così via. Le visite di riabilitazione e prevenzione visiva svolte presso il Centro di via della Malvasia e tramite l’Unità Mobile Oftalmica (un ambulatorio oculistico e ortottico itinerante che permette un intervento capillare sul territorio provinciale) sono state elargite a titolo completamente gratuito. Dall’inizio del 2013 sono state fatte 160 visite oculistiche presso il Centro, sono stati completati 50 cicli di riabilitazione visiva negli ambulatori ortottici e sono state visitate più di 1100 persone a bordo del camper oculistico.
«Dark on the road - il buio in movimento» non è il nome di un’associazione, bensì della maxiroulotte adibita a bar al buio itinerante. L’inaugurazione ha visto la presenza di una folta delegazione di calciatori dell’Inter e non riteniamo sia un male cogliere la possibilità di una notevole risonanza mediatica per promuovere la sensibilizzazione nei confronti della disabilità visiva, coinvolgendo personaggi famosi. L’obiettivo di Irifor e Apc Onlus per le attività di sensibilizzazione è quello di abbattere gli stereotipi pietistici verso i ciechi (e i disabili in generale), mostrando come siano in grado di vivere la propria quotidianità in maniera serena e positiva.
Per quanto riguarda la Cooperativa «Senza Barriere», va detto che si tratta di una realtà totalmente autonoma e in nessun modo riconducibile né all’Irifor o all’Unione Ciechi e Ipovedenti, né tantomeno a Ferdinando Ceccato.
Oltre alle attività di prevenzione e riabilitazione visiva, di assistenza scolastica e di promozione delle autonomie dei disabili visivi, Irifor punta molto sulle attività di sensibilizzazione (cene, bar e concerti al buio), coinvolgendo volontari che tolgono tempo alla vita privata, credendo nelle positive ricadute che queste iniziative hanno sulla collettività.
Dietro alla targa Irifor, ci sono persone che lavorano, idee che nascono e sinergie che danno al tutto un senso tangibile.
Cogliamo l’occasione per invitare il signor Giuseppe Pedrotti, e chiunque voglia, a visitarci nella nostra sede e a prendere parte ad una delle nostre numerose iniziative di sensibilizzazione, per le quali non è sufficiente spegnere la luce ma è necessario liberarsi da pregiudizi per potersi avvicinare ad una realtà più viva e complessa di quanto possa apparire.
(Ferdinando Ceccato)

 

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