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Degenerazioni maculari retiniche in Europa

Quante sono in Europa le degenerazioni maculari retiniche correlate all’età?

In Europa il Consorzio Europeo per lo studio epidemiologico delle patologie oculari, European Eye Epidemiology Consortium (E3), costituito da 29 gruppi di ricercatori appartenenti a 12 Nazioni europee, ha potuto rendere disponibili molti studi sull’apparato visivo condotti sulla popolazione negli ultimi venti anni (1990 – 2013). Un gruppo di ricerca olandese (*) ha potuto così prendere in esame i risultati di 12 studi nazionali per osservare l’andamento alla degenerazione maculare retinica correlata all’età, che rappresenta una delle maggiori cause di cecità nel mondo occidentale.
Gli studi esaminati riportano i risultati di test oftalmologici costituiti dall’accertamento dell’acuità visiva corretta adeguatamente e dalla fotografia del fondo oculare cui sono state sottoposte solo persone di età superiore a 40 anni , in totale 41398 soggetti, di cui il 43% di sesso maschile.
Il team olandese per definire la gravità della patologia retinica ha poi utilizzato un unico sistema di classificazione delle degenerazioni maculari età correlate (per caratterizzarle come “precoci” o “tardive” secondo la classificazione di Rotterdam), stratificando la casistica per età, sesso, provenienza geografica e periodo in cui era stato effettuato lo studio.
In sintesi è stato rilevato che le di maculopatie precoci, pur presentando una ampia variabilità nei diversi studi, sono una patologia che colpisce il 5% della popolazione nella fascia di età 55 – 64 anni, il 9.2% della fascia 65 – 74 anni, il 14.2% nella classe 75 – 80 anni fino al 17% nella fascia di età superiore a 85 anni . Il numero delle maculopatie tardive, invece, varia rispettivamente dallo 0.1%, allo 0.7%, al 3.6% fino al 9.5% nelle classi di età considerate sopra.
Non sono emerse associazioni con il sesso dell’individuo, con l’epoca di effettuazione dello studio o con la sede geografica.
La frequenza di maculopatie legate all’età riscontrata in Europa è sovrapponibile a quella rilevata in europei residenti in altre parti del mondo, come ad esempio in USA e in Australia e invece risulta più alta di quanto si osserva nella popolazione asiatica.
Le oscillazioni nella frequenza della patologia non sono spiegabili dalle differenze geografiche di per se, ma piuttosto da differenze nell’informazione fornita dai servizi sanitari sul ruolo degli stili di vita e dell’abitudine al fumo.
Lo studio conferma, anche per gli europei, che la maculopatia retinica correlata all’età rimane un problema significativo di sanità pubblica per il quale è necessario agire di più in termini di prevenzione e di diagnostica precoce.

(*) Colijn J.M., Buitendijk G. Hs., Meester M.A., Vingerling J.R., Hofman A., Klaver C.C.W. – The prevalence of Age-related Macular Degeneration in Europe. The 3 Consortium – Investigative Ophtalmology & Visual Science, september 2016, Vol. 57, 11.