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Il problema dell'inattività fisica

L’inattività fisica è responsabile di un numero di decessi doppio rispetto a quelli causati dall’obesità.

All’inizio del 2015 sono stati pubblicati (*) i risultati finali dello studio su cancro e nutrizione condotto su 334161 europei (studio EPIC, European Prospective Investigation into Cancer and Nutrition) seguiti per 12 anni attraverso la misura di altezza, peso, circonferenza vita, livelli auto-misurati di attività fisica e mortalità.
I ricercatori hanno stimato che camminare quotidianamente 20 minuti a passo svelto (che comporta un consumo di energia pari a 90 – 110 kcal) rende una persona da “inattiva” a solo “moderatamente inattiva”, riducendo il rischio di morte prematura in misura pari al 16 – 30%.
L’impatto positivo è più evidente nelle persone di peso normale, ma si nota anche in quelle di maggior peso in relazione all’altezza, cioè con un maggior BMI (Body Mass Index, o Indice di Massa Corporea).
Se si trasferiscono i dati di mortalità rilevati nello studio all’intera popolazione europea gli autori della ricerca stimano che su 9.2 milioni di morti registrati in Europa nei soggetti di entrambi i sessi, siano attribuibili all’obesità (persone con BMI superiore a 30) 337.000 casi, ma all’inattività fisica sia attribuibile un numero doppio di morti, pari a 676.900 casi.
Il coordinatore dello studio EPIC, Ulf Ekelund dell’Università di Cambridge, ha commentato: “Questo è il semplice messaggio: fare un po’ di attività fisica tutti i giorni può comportare un beneficio sostanziale per le persone che abitualmente non svolgono alcuna attività”.
Almeno 20 minuti di tempo dedicati al cammino - anche se è consigliabile dedicarne di più – costituiscono la differenza tra l’inattività e quella modesta attività che dovrebbe far parte della nostra vita quotidiana, senza stravolgere le nostre abitudini e con un provato effetto positivo per la salute.

(*) Ekelund U., Ward H.A., Norat T. et al. – Physical activity and all-cause mortality across levels overall and abdominal adiposity in European men and women: the European Prospective Investigation into Cancer and Nutrition Study (EPIC) – American Journal of Clinical Nutrition; doi: 10.3945/ajcn.114.100065 (prima pubblicazione on-line gennaio 2015)