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La miopia nella scuola primaria

Lo sviluppo della miopia nei bambini della scuola primaria

Un gruppo di ricercatori cinesi (*) ha effettuato una interessante ricerca sullo sviluppo della miopia nei bambini delle scuole elementari e sui fattori che possono essere correlati all’insorgenza del deficit visivo.
Per individuare e valutare i nuovi casi di miopia è stato effettuato un vasto studio di popolazione su 11.590 scolari delle 153 scuole elementari di Taipei (centro principale di Taiwan) da cui sono stati esclusi i soggetti già miopi. Il gruppo restante, senza evidenti difetti visivi, è stato poi rivisitato rispettivamente a 6 mesi dal primo screening e ad 1 anno di distanza. I bambini che hanno potuto essere rivisitati in tutti e due i controlli successivi sono stati in totale 6.794.
I fattori che in questo gruppo distinguono in modo statisticamente significativo i soggetti in cui si è sviluppata una miopia da quelli che hanno continuato a rimanere non miopici sono stati: l’area di residenza (maggiore prevalenza di miopia nell’area urbana rispetto a quella suburbana), la presenza di genitori miopi (maggiore prevalenza specie se entrambi miopi, ma anche se era miope uno dei due), lo stato basale di capacità rifrattiva dell’occhio (che è risultato il migliore parametro predittivo del conseguente sviluppo di miopia entro l’anno di studio), l’attività all’aria aperta effettuata dopo le ore di scuola tutti i giorni della settimana per 30 o più minuti al giorno (minore prevalenza del difetto di refrazione), la partecipazione ai doposcuola per 5 o più ore settimanali (minore prevalenza).
Gli aspetti che invece appaiono non determinare differenze significative tra il gruppo di bambini che hanno sviluppato il deficit di rifrazione nel periodo in cui si è svolta la ricerca e quelli che nel periodo di osservazione sono rimasti con visus nella norma sono: le differenze di sesso, il tempo passato quotidianamente a guardare la TV (più o meno di 2 ore al giorno), la distanza abituale dallo schermo TV (più o meno di 2 metri), fare attività con impegno visivo da vicino (più o meno di 2 ore al giorno), usare cellulari, smartphone, computer (nell’ultimo anno) , il tempo trascorso all’aperto nei weekend.
Oltre a fornire nuovi approfondimenti circa lo sviluppo della miopia in età infantile, lo studio contribuisce a confermare ulteriormente che il tempo trascorso all’aperto dopo l’orario scolastico può costituire un fattore protettivo rilevante rispetto all’insorgenza della miopia, come illustrato in altri studi comparsi in questi ultimi anni e citati in questo sito.

(*) D.-C. Tsai, S.-H. Fang, N. Huang, C.-C. Shu, S.-Y. Chen, A. Wen.Hsiang Chiu, C. Jui-Ling Liu – Myopia development among young schoolchildren: myopia investigation study in Taipe – Invest. Ophthalmol. Vis. Sci. 2016; 57:6852 – 6860.