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Nella retina i sensori di movimento

Identificati nella retina i sensori di movimento

Un interessante studio sperimentale condotto da ricercatori della Washington University School of Medicine (*) e finanziato dal National Eye Institute ha permesso di dimostrare quali possono essere le modalità con cui l’occhio identifica il movimento.
Il team di ricerca ha identificato nel topo alcuni tipi di cellule amacrine (neuroni particolari privi di assone che svolgono un ruolo di connessione tra le diverse componenti della retina) che trasporterebbero i segnali provenienti dai coni e dai bastoncelli alle cellule gangliari e di qui alla corteccia visiva del cervello, dove questi segnali vengono tradotti in una immagine. Sarebbero quindi le cellule amacrine che attraverso l’inibizione o la stimolazione delle altre cellule nervose presenti nella retina permetterebbero di far pervenire al cervello la quantità giusta di informazioni, evitandone l’eccesso che potrebbe risultare in una distorsione dell’immagine.
Il rapporto tra cellule amacrine e cellule gangliari è stato rilevato utilizzando tecniche microscopiche e di tracciamento della frequenza con cui vengono attivate le cellule retiniche quando c’è un oggetto in movimento nel campo visivo.
La capacità di rilevare il movimento è cruciale negli animali, perché consente loro di rilevare la presenza di predatori: si pensa che l’uomo, in possesso delle stesse strutture nervose, reagisca al moto con le modalità osservate nell’animale da esperimento.

(*) Kim T., Soto F., Kerschensteiner D. – An excitatory amacrine cell detects object motion and provides feature-selective input to ganglion cells in the mouse retina – eLife (open-access scientific journal), 16 giugno 2015.