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Riabilitazione multisensoriale per bambini

Un nuovo ausilio per la riabilitazione multisensoriale di bambini affetti da cecità.

In base alle conoscenze acquisite nel campo comportamentale e nella fisiologia umana si è appurato che la cecità, specie quando si rileva fin dalla nascita, induce un grave impoverimento della capacità di utilizzo degli stimoli uditivi presenti nello spazio circostante rispetto al proprio corpo: in questi bambini il trattamento precoce che permetta di associare informazioni visive e uditive potrebbe sostenere un incremento del senso dello spazio.
Con questo obiettivo un gruppo di ricerca di cui ha fatto parte anche Coop IRIFOR del Trentino (*) ha sviluppato un nuovo ausilio tecnologico (ABBI, Audio Bracelet for Blind Interaction) (**) basato sulla implicita associazione tra “azione” e “percezione”. Il braccialetto produce un suono quando si verifica un movimento del corpo, consentendo percettivamente la sostituzione dello stimolo associativo visuo-motorio con una associazione audio-motoria.
L’effetto dell’addestramento con ABBI è stato studiato in due gruppi di bambini (7 di età compresa tra 3 e 5 anni, 10 di età compresa tra 6 e 17 anni); il training , intenso ma divertente per loro, è consistito nel far giocare i bambini con diversi giochi spaziali individualmente o in gruppo con il riabilitatore un’ora alla settimana per 3 mesi. I giochi spaziali consistevano in esercizi volti a sviluppare progressivamente la capacità di associare i segnali visivi e motori relativi al proprio corpo, al fine di favorire lo sviluppo di processi multisensoriali.
L’influenza dell’allenamento uditivo spaziale è stata valutata misurando le prestazioni di riconoscimento spaziale attraverso diversi compiti di localizzazione uditiva. Ad esempio, nel caso dei bambini di età 3-5 anni, si richiedeva di indicare la posizione di una sorgente sonora collocata in posizione fissa (condizione statica) o in movimento (condizione dinamica), su una superficie verticale.
Questo tipo di addestramento ha migliorato il senso dello spazio nei bambini ciechi congeniti, ma non in quelli ipovedenti, indicando che interventi precoci di stimolazione delle capacità multisensoriali possono contribuire ad un sostanziale miglioramento degli interventi terapeutici e ad una migliore qualità della vita.
Il nuovo ausilio tecnologico ABBI può essere usato a partire dai primi anni di vita e favorisce il rafforzamento del legame implicito esistente tra azione e percezione, processo che si sviluppa in modo naturale proprio nell’infanzia. Il training con ABBI si dimostra utile nella riabilitazione del senso dello spazio e nella compensazione della mancanza dell’esperienza visiva con effetti prolungati nel tempo.
Gli Autori concludono che, in una prospettiva più ampia, l’acquisizione di capacità senso-motorie può influire positivamente non solo a livello percettivo ma anche a livello psicologico e cognitivo.

*Cappagli G., Finocchietti S., Cocchi E.,Giammari G., Zumiani R., Baud-Bovy G.,Cappone A.V, Gori M. – Multisensory rehabilitation training for visually impaired children - 4th Int. Symp. “Low Vision and the brain” Rescue ,Regeneration, restoration and Rehabilitation –Berlin, 24-26 November 2017.
**www.abbiproject.eu