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Riabilitazione visiva multidisciplinare

La riabilitazione visiva multidisciplinare è efficace?

Nell’ambito della attività svolta dalla Cochrane Collaboration, iniziativa internazionale no-profit nata con lo scopo di raccogliere e valutare criticamente l’efficacia e la sicurezza degli interventi sanitari, è stato acquisito uno studio che valuta l’efficacia delle attività di riabilitazione multidisciplinare nel trattamento dell’ipovisione (*).
Gli Autori descrivono il modello standard in uso in Inghilterra (e con le dovute differenze anche nel nostro Paese) che è costituito da un primo intervento che consiste nella valutazione dettagliata della funzione visiva da parte dell’oculista e da un successivo invio a strutture multidisciplinari che prendono in carico la riabilitazione con le strategie disponibili.
In questo studio i risultati vengono valutati attraverso la somministrazione di specifici questionari che rilevano sia l’eventuale miglioramento visivo, sia l’eventuale miglioramento della qualità della vita nel suo complesso e la loro durata nel tempo. Ai 71 soggetti ipovedenti che hanno partecipato alla ricerca i due questionari che esplorano effetti multipli sono stati somministrati in tempi diversi: prima dell’inizio del trattamento riabilitativo, dopo 30 giorni e dopo 3 mesi dall’intervento.
Si è potuto osservare che i punteggi ottenuti dal questionario dedicato unicamente alla visione dopo 30 giorni dalla prima somministrazione non mostravano un incremento rispetto alla situazione di partenza, ma a 3 mesi di distanza si è osservato un significativo miglioramento del punteggio complessivo. Al contrario, i punteggi relativi alla misura del miglioramento degli aspetti legati alla qualità della vita dopo 30 giorni dalla riabilitazione mostravano un incremento significativo, effetto che diventava progressivamente minore fino a diventare non significativo a 3 mesi di distanza.
Dopo un’ampia disamina dei fattori che possono aver contribuito ad un progressivo e piuttosto rapido ridimensionamento dei vari aspetti esaminati per definire la qualità della vita, gli Autori concludono ribadendo da un lato l’efficacia degli strumenti di misura , sia visiva che di qualità della vita: la differenza tra gli effetti esplorati (visione da un lato, dall’altro percezione delle difficoltà nel gestire gli aspetti quotidiani della vita) suggerisce la necessità di garantire ai soggetti ipovedenti una “riabilitazione continua” piuttosto che sporadica. Assicurare la continuità della attività riabilitativa può garantire così il mantenimento dei vari aspetti che costituiscono la qualità della vita dell’ipovedente nel suo complesso.

Wang BZ, Pesudovs K., Keane MC, Daly A., Chen CS – Evaluating the effectiveness of multidisciplinary low-vision rehabilitation- Optom. Vis. Sci. 2012; 89 (9): 1399 -408.