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Sostegno psicologico e degenerazione maculare senile

Importanza del sostegno psicologico nelle persone affette da degenerazione maculare senile

In genere il più comune approccio ai problemi della ipovisione conseguente all’instaurarsi della degenerazione maculare retinica è costituito da un accurato accertamento della funzione visiva, da uno o più cicli di riabilitazione e dalla prescrizione di ausili visivi integrata da una idonea istruzione, ma non include alcuna forma di supporto psicologico.
Un gruppo di ricercatori del Sidney Kimmel Medical College e della Johns Hopkins School of Medicine* ha recentemente studiato attraverso uno studio clinico randomizzato gli effetti della integrazione di un supporto psicologico alle pratiche di riabilitazione visiva in un gruppo di 188 soggetti affetti da degenerazione maculare senile (età media 88 anni) con segni precoci e subclinici di depressione.
I pazienti sono stati casualmente distribuiti in due gruppi: nel primo le pratiche cliniche di riabilitazione visiva venivano integrate con una terapia specifica di attivazione comportamentale, con l’obiettivo di migliorare il tono dell’umore e contrastare l’abbandono delle cure attraverso la promozione dell’autosufficienza e delle relazioni sociali; nel secondo gruppo la riabilitazione visiva veniva sostenuta da una terapia psicologica di supporto emotivo individuale e di accettazione della propria disabilità.
Dopo quattro mesi i ricercatori hanno valutato otto variabili di salute, tra cui i livelli di depressione, lo stato della vista e la qualità della vita, lo stato fisico complessivo e l’utilizzo degli ausili ed hanno rilevato come i sintomi di depressione nel primo gruppo erano la metà di quelli osservati nel secondo gruppo (12.6% contro 23.4%). Di interesse è stata anche la rilevazione che il tasso di depressione presente nel secondo gruppo era sovrapponibile a quello riportato in assenza di qualsiasi trattamento.
“I nostri risultati – commenta Barry W. Rovner, responsabile del gruppo di ricerca – dimostrano che sottoporre i soggetti ipovedenti unicamente a cicli di terapia ortottica non soddisfa pienamente i “ bisogni riabilitativi” dei pazienti”.
Lo studio dimostra che il modello multidisciplinare che prevede il supporto psicologico è attualmente il modello auspicabile, specie se il supporto comporta attivazione sociale e il miglioramento della auto-gestione dei pazienti. 

*Rovner B.W., Casten R.J., Hegel M.T., Massof R.W., Leiby B.E., Ho A.C., Tasman W.S. – Low Vision Depresion Prevention Trial ina Age-related Macuare Degeneration. A Randomized Clinuical Trial-
D.O.I: http://dx.doi.org/10.1016/j.ophtha.2014.05.002