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Utilizzo di cornee da laboratorio per curare la cecità

Utilizzo di cornee cresciute in laboratorio per curare la cecità corneale?

Ricercatori dell’Harvard Medical School, insieme a Colleghi di altre Istituzioni sanitarie degli Stati Uniti hanno recentemente pubblicato* i risultati di una ricerca con la quale hanno identificato una proteina (denominata Abcb5) caratteristica della superficie delle cellule staminali presenti nel limbo della cornea umana.
La scoperta di questo “marcatore” ha permesso di identificare con precisione questo tipo di cellule e di separarle dalle altre. In questo modo gli Autori della ricerca hanno potuto sperimentare sulla cornea di topo il trapianto di cellule staminali umane che hanno dato origine allo sviluppo di intere cornee normali dopo 5 settimane dal trapianto (e che si sono mantenute integre per oltre un anno).
La speranza è quella di poterle utilizzare per “rinforzare” i trapianti di cornea nell’uomo, prevenendo il rigetto e migliorando la possibilità di successo.
La ricerca, inoltre, apre prospettive di possibile utilizzo diretto di cornee sviluppate in laboratorio da cellule staminali umane specifiche, con successivo trapianto sul soggetto da cui sono state prelevate.
Prima della sperimentazione sull’uomo sono ovviamente necessarie ulteriori ricerche per sviluppare la tecnica di coltura e verificare eventuali problemi di sicurezza d’uso.

* Ksander BR, Kolover PE, Wilson BJ et al. – Abcb5 is a limbal stem cell required for corneal development and repair – Nature, pub. Onine, 2.07.2014.