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Invecchiamento e disabilità visiva

Il Centro Irifor del Trentino è un punto di riferimento per l’anziano con vista fragile, ipovisione o cecità

La disabilità visiva dell’anziano rappresenta oggi un argomento importante della nostra realtà: il progresso sociale e medico-scientifico ci permettono di vivere più a lungo, allo steso tempo però, con l’invecchiamento della popolazione, aumentano anche le patologie visive. Nell’anziano le principali cause di disabilità visiva sono la cataratta, la degenerazione maculare, la retinopatia diabetica e il glaucoma. “Queste sono patologie curabili ma non guaribili e sempre invalidanti”, spiega Ferdinando Ceccato direttore della Cooperativa Irifor del Trentino che si occupa di prevenzione e riabilitazione delle persone cieche e ipovedenti. “Il glaucoma, per esempio - prosegue Ceccato - è una patologia silente. Spesso ci si accorge di essere malati quando è troppo tardi per intervenire e la patologia ha ormai compromesso anche l’autonomia della persona”. Ecco perché nei confronti dell’anziano a rischio o colpito dalla malattia oculare è necessaria una prevenzione mirata a bloccare o rallentare il decadimento della visione. “La Cooperativa Irifor dal 2011, grazie anche alla collaborazione con i Lions Club (l’associazione umanitaria da anni impegnata in attività di prevenzione della cecità), gira il Trentino con l’Unità Mobile Oftalmica. L’UMO - ricorda Ceccato - è un camper dotato di attrezzatura oculistica completa per lo screening visivo, che consente all’ortottista e al medico oculista di diagnosticare precocemente le più frequenti malattie oculari”. Circa un migliaio di persone hanno usufruito gratuitamente del servizio in questi anni e il 25% ha avuto bisogno in seguito di cure approfondite. “Se prese in tempo queste patologie si riescono ad arrestare con interventi minimali, anche dal punto di vista economico per l’Azienda Sanitaria”, spiega il direttore di Irifor. “Quando un utente arriva da noi, dopo una visita sull’UMO, o perché inviato dal medico curante - continua Ceccato - ce ne prendiamo carico a 360°. Abbiamo ambulatori oculistici, un ambulatorio di riabilitazione, due studi tiflologici, un’ausilioteca, una palestra per riabilitazione psico-motoria e soprattutto un’equipe di tecnici e medici in grado di seguire l’utente da ogni punto di vista, anche da quello psicologico. Ci occupiamo della riabilitazione visiva e non, attraverso strumenti innovativi che stimolano la retina o la parte di retina ancora funzionante. Insegniamo all’utente come sfruttare al massimo la propria capacità visiva residua, gli spieghiamo come utilizzare il bastone per individuare gli ostacoli e a costruirsi delle mappe mentali, indispensabili per l’orientamento, dentro e fuori casa”. Il Centro Irifor fornisce i presidi protesici necessari a favorire l’autonomia di vita (videoingranditori da tavola, computer con la sintesi vocale, utensili da cucina, audiolibri), ed essendo accreditato dal Servizio Sanitario Provinciale offre ai suoi utenti un servizio gratuito. Di Michela Baldessari

LA COOPERATIVA SOCIALE IRIFOR DEL TRENTINO
La Cooperativa Sociale Irifor del Trentino ha sede in via della Malvasia 15 a Trento. È aperta dal lunedì al venerdì dalle 8.00 alle 12.30 e dalle 13.30 alle 17.00. Nata nel 2008, è un centro di formazione e ricerca, ma soprattutto di prevenzione e riabilitazione destinato a persone cieche, ipovedenti e pluriminorate. È un punto di riferimento importante in Trentino per tutti i servizi e le attività collegate alla disabilità visiva e in particolare offre servizi all’avanguardia nell’assistenza agli studenti ciechi e ipovedenti. Dal 2013 la Cooperativa offre sia il servizio MuoverSi, promosso in collaborazione con la Provincia autonoma di Trento, per il trasporto disabili, sia il trasporto privato a pagamento sul territorio provinciale, nazionale e internazionale. Nell’ottobre 2015 Irifor ha ricevuto a Londra dall’European Blind Union-Ebu (Unione europea dei ciechi) il Vision for equality Award: una sorta di Nobel che nel mondo della disabilità visiva viene assegnato ogni quattro anni alla realtà europea che maggiormente si è distinta nell’impegno in favore dei ciechi e degli ipovedenti. Per una singolare coincidenza, la consegna del premio è avvenuta esattamente nel giorno del 95mo anniversario della fondazione nel 1920 dell’Unione Italiana ciechi e ipovedenti da parte del trentino Aurelio Nicolodi. “Il nostro impegno - aveva ricordato l’allora presidente, ora direttore Ferdinando Ceccato - è nel solco dell’insegnamento di Nicolodi, che ripeteva spesso che il cieco non esiste, ma esistono persone cieche. Persone che meritano di avere pari opportunità rispetto a coloro che vedono”.