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Il centro diurno di Cinte alla coop sociale Irifor

Verso il riutilizzo per i soggiorni dei soci non vedenti da tutta Italia
Un’ipotesi ben vista dall’assessorato provinciale

(tratto da L’Adige – 1 luglio 2014)

Cinte Tesino – Ipotesi IRIFOR per il Centro diurno e servizi del Tesino. La trattativa tra Provincia, Comunità di Valle e Comune va avanti da diverse settimane. Con la Cooperativa Sociale di Trento che sta pensando di riutilizzare la struttura per promuovere alcune attività sul territorio e per soggiorni estivi-invernali da proporre ai soci sparsi in tutta Italia.
Dal 2008, su iniziativa di un gruppo di persone trentine non vedenti, ha realizzato a Trento in via della Malvasia un centro che si occupa della prevenzione e riabilitazione di persone cieche, ipovedenti e pluriminorate. IRIFOR si occupa anche di formazione e di ricerca. La guida Ferdinando Ceccato, originario di Cinte Tesino.
Dell’ipotesi sul piatto si è discusso anche in occasione della recente seduta dell’assemblea della Comunità. Da tempo l’ex sindaco di Cinte Leonardo Ceccato segue da vicino la vicenda. Rispondendo ad una sua interrogazione, l’assessore Severino Sala ha ricordato come “la cooperativa sia in trattativa con l’assessorato provinciale. Siamo a conoscenza che IRIFOR è seriamente intenzionata ad utilizzare il Centro e a giorni aspettiamo di conoscere nel dettaglio il contenuto della sua proposta”.
Un’ipotesi, quest’ultima, ben vista dall’assessore alla salute Donata Borgonovo Re. “Oggi quella struttura è completamente abbandonata a se stessa, cresce l’erba ed è un vero delitto vedere quei cancelli chiusi”, ha ricordato Ceccato. Della stessa idea è anche il consigliere del gruppo misto Ezio Tessaro.
La speranza, ora, è di riuscire al più presto a riaprire il Centro diurno di Cinte Tesino. Se possibile, già nei prossimi mesi. O, al più tardi, con il 2015.
Alla Comunità di Valle Ceccato ha anche chiesto, con un’interrogazione, alcuni dati per conoscere quanto è stato effettivamente speso per la costruzione. Il costo complessivo per realizzare il Centro, inaugurato nel 2007 e chiuso sette anni più tardi, è stato di 1.952.650 euro, più 230 mila euro per l’attrezzatura. Ed ancora. Tra il 2009 e il 2012, per le spese di gestione, si è passati da un massimo di 336 mila ad un minimo (nel 2012) di 78 mila euro. “Per quanto riguarda le presenze – ricorda l’assessore Sala – tra il 2012 e il 2013 si oscilla, senza assenze, ad una media tra i 7.33 ed i 4.17 utenti giornalieri”. Oggi i 4 ospiti, ancora iscritti al servizio, sono tutti ospitati presso l’Apsp Suor Agnese di Castello Tesino. “E secondo i dati ufficiali della Provincia – ricorda Sala – le persone in carico al Centro diurno di Scurelle sono 11”.
Capitolo personale. Le due operatrici, entrambe con contratto part-time, a suo tempo impiegate presso il Centro di Cinte non hanno ancora trovato occupazione. Se ne è parlato anche in assemblea, così come in Consiglio provinciale. Al question-time, proposto dal consigliere della Lega Nord Maurizio Fugatti, l’assessora Borgonovo Re ha risposto che “alle due persone in mobilità, ex dipendenti della cooperativa sociale Alisei, l’Agenzia del Lavoro aveva offerto la possibilità di lavorare nella cucina del centro servizio Villa Prati di Villa Agnedo (a 13 chilometri di distanza da Cinte). Le due operatrici – ha ricordato l’assessore – non hanno risposto alle proposte di lavoro della cooperativa e l’assegno di disoccupazione dell’Inps verrà erogato entro 60 giorni dalla chiusura del rapporto di lavoro”.
(M.D.)