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IRIFOR con il Funambolo per il Teatro al buio

La Cooperativa IRIFOR del Trentino, dopo l’esperimento dello scorso anno, apre nuovamente al teatro le porte del buio grazie a Il Funambolo, la piccola intrapresa artistica di Trento, che propone, con il contributo della Fondazione Caritro, il progetto di “Teatro al buio”, con l’intento di fondere la tradizione del radiodramma e la performance dal vivo, nella situazione particolare dell'oscurità più totale. L’idea è quella di portare il teatro in questa dimensione peculiare, per dimostrare che il limite forzatamente posto alla vista può trasformarsi in una sorprendente apertura all’immaginazione.
In questo nuovo contesto teatrale la vista esce di scena e cede lo spazio alla fantasia: ciò che il buio sottrae viene integrato dall’azione dell’immaginazione e dall’utilizzo degli altri sensi: i volti degli attori, il loro corpo e le loro espressioni, le scenografie e gli ambienti. Uno spettacolo che ha qualcosa in meno (tutto ciò che non è visibile), dunque, si trasforma in uno spettacolo che ha qualcosa in più (tutto ciò che lo spettatore sarà in grado di immaginare) e che permetterà al pubblico di tornare alla luce, dopo una situazione di privazione della vista, con una consapevolezza e una ricchezza maggiori.
Il progetto prevede un ciclo di quattro spettacoli, che si terranno tutti nella Sala Rossa della Cooperativa IRIFOR, in via della Malvasia 15 a Trento. Il ritrovo per il pubblico è alle 20.30 per una breve introduzione della serata; l’ingresso è ad offerta libera ma dato il numero limitato di posti è obbligatoria la prenotazione allo 0461/1959595 dal lunedì al venerdì (8.00-12.30 e 13.30-17.00).
Si inizia giovedì 28 gennaio con “Cattedrale”, un lavoro tratto dal celebre racconto dello scrittore americano Raymond Carver, curato da Guido Laino per il Funambolo. Messa in scena al buio, è la storia di un incontro, il racconto di una rivelazione in una serata qualunque, in cui un uomo cieco (interpretato da Tiziano Chiogna) va a fare visita a una vecchia amica e a suo marito (Marta Marchi ed Emanuele Cerra). La forza e la tensione del racconto originale è ulteriormente arricchita da inserti tratti da altre opere di Carver e del suo contemporaneo John Cheever, in un continuo ritornare sulla potenza dei sensi e del “non-visibile”, fino alla sorprendente epifania finale. Gli appuntamenti seguenti saranno il 24 e 25 febbraio con “Agave”, il 31 marzo con “E Johnny prese il fucile” e il 29 aprile con “Don Chisciotte, cavaliere illuminato (farsa per burattini al buio)”.