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Un paese a misura di non vedenti

Progetto Smart City: una app per consentire ai ciechi di girare sicuri.
CALLIANO - Un paese a portata di tutti, anche di non vedenti. E questo grazie al lavoro degli studenti del Fontana. Si presenta venerdì prossimo la app “A occhi chiusi”, ideata dagli studenti nell’ambito del progetto Calliano Smart City. L’applicazione per cellulari permetterà ad un non vedente di percorrere il paese in sicurezza, perché ad ogni punto di interesse il telefono emetterà un segnale audio. La mappatura del paese è stata fatta dagli studenti, così come l’ideazione dell’applicazione. In particolare la scelta dei punti d’interesse è stata effettuata in seguito ad una mappatura del paese a cura degli studenti dell’indirizzo Cat, mentre la progettazione e realizzazione della app a cura della classe dell’indirizzo Isb. Durante la serata per la cittadinanza di venerdì prossimo si potrà testare direttamente l’applicazione. Il progetto “Calliano Smart City” era stato voluto dall’amministrazione, nell’ambito del suo programma di pari opportunità, in questo caso per rendere davvero “per tutti” il paese, anche per chi non vede, con lo scopo di dare maggiore autonomia negli spostamenti ai ciechi e ipovedenti. Una delle protagoniste di questo percorso è stata anche Giorgia Pizzini, ragazza residente a Calliano, non vedente, già protagonista di altre iniziative e progetti per la promozione dell’autonomia e indipendenza. Giorgia è stata protagonista del film “Il colore dell’erba”, che racconta la storia dell’amicizia tra Giorgia e Giona, due ragazze non vedenti, in cammino verso l’indipendenza, e che è stato presentato agli studenti del Fontana, i quali hanno incontrato oltre a Giorgia anche la regista Juliane Biasi Hendel, il geometra del Comune di Calliano Andrea Gai e la vicesindaca e assessora alle attività sociali Elvira Zuin. Quest’ultima ha seguito direttamente il progetto, in collaborazione con la dirigente del Fontana. Il progetto e lo sviluppo della applicazione sono stati portati a termine con il supporto della Fondazione Bruno Kesler di Trento. Gli studenti hanno partecipato ad attività formative, a cura dei ricercatori della linea “Smart Cities and Communities”, sull’utilizzo di sensori e sullo sviluppo di applicazioni mobile. Alcuni ragazzi sono stati ospiti dei laboratori della Fondazione per uno stage di 5 settimane durante il quale hanno completato l’implementazione della app mobile. Grazie ad Irifor (Onlus trentina che si occupa di disabilità visiva) è stata quindi effettuata un’esperienza nel “Bar al buio”: in un tir con una stanza attrezzata come un vero bar, ma oscurata, gli studenti hanno bevuto qualcosa, aiutati da persone non vedenti e ipovedenti. Questa esperienza ha coinvolto molto i ragazzi e soprattutto ha permesso loro di capire meglio come queste persone vivono la loro quotidianità. La presentazione avverrà venerdì alle 20 nella sala consigliare. (m.s.)