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"Un teatro che vede oltre”:
si scrive “laboratorio teatrale”, si legge “viaggio insieme”

Nei mesi di febbraio e marzo, la Cooperativa Sociale IRIFOR del Trentino Onlus ha preso parte attivamente al progetto, proposto da Associazione NuoveRotte e Associazione Grandi Domani, di un laboratorio teatrale di integrazione, realizzato da Compagnia Evoè!Teatro di Rovereto, grazie al supporto del Centro Servizi Volontariato della Provincia di Trento.
Il progetto è nato dal desiderio di sviluppare un laboratorio teatrale, rivolto a non vedenti, ipovedenti e vedenti, che aiutasse a superare i confini di sé e che formasse i ragazzi a “vedere oltre”, come richiama lo stesso titolo.
Il laboratorio, dunque, si è rivelato essere uno spazio di incontro in cui indagare le proprie attitudini creative ed espressive, un luogo di sperimentazione, scoperta e arricchimento di sé e dei propri mezzi, sviluppando diversi aspetti del linguaggio teatrale.
I dieci incontri sono stati motivo di crescita per i ragazzi, ma anche di crescita personale e professionale per le figure formative coinvolte, gli operatori di IRIFOR e le attrici della Compagnia Evoè!Teatro.
Il training, lavoro iniziale di preparazione, ha permesso ai ragazzi di essere più liberi nella seconda parte del laboratorio, quella più prettamente teatrale, favorendone la libertà espressiva. Si è lavorato su corpo, voce, spazio, ascolto, paure, respiro ed energia. Partendo da un’improvvisazione legata al tema del viaggio a bordo della nave “Hotà” (questo il nome scelto dai ragazzi), è stato possibile far emergere storie meravigliose da parte di ognuno, sulla base delle risorse umane ed espressive messe in campo.
I formatori, in itinere, si sono costantemente confrontati sulle metodologie più efficaci da adottare ma, tanto quanto i ragazzi, si sono messi in situazione in prima persona, creando in questo modo un’atmosfera ad altissimo livello di condivisione.
Lo spettacolo finale, tenutosi nella Sala Rossa della Cooperativa IRIFOR il 29 marzo scorso, è stato molto interattivo, con il coinvolgimento del numeroso pubblico in sala.
La forza di questo laboratorio teatrale è stata indubbiamente quella di creare un qualcosa di condiviso, passo dopo passo. “Il cammino si fa camminando”, diceva Machado, e questo gruppo ha dimostrato quanto questo sia vero, lavorando su se stessi, creando un proprio personaggio che saliva a bordo della nave e mettendosi in gioco per esprimere qualcosa di personale che è poi diventato patrimonio collettivo.
Non resta che rinnovare i complimenti al gruppo teatrale e darsi appuntamento al prossimo viaggio, in cui ognuno ancora una volta partirà con la propria valigia e tornerà con un prezioso bagaglio arricchito dalle emozioni raccolte durante l’avventura.

(Irene Matassoni)