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Una città in bronzo da vedere con le dita

Quasi cent'anni fa un giovane business man di Chicago, Melvin Jones, si fece una semplicissima domanda: cosa sarebbe accaduto se le persone avessero messo il proprio talento al servizio delle loro comunità per migliorarne le condizioni? Nacque così il progetto del Lions Club, divenuto l'organizzazione internazionale di club di assistenza più grande del mondo, con oltre un milione e 35 mila soci che agiscono in base a una semplice idea comune: miglioriamo le nostre comunità. Nel 1925, a otto anni dalla fondazione, I soci del Lions Club, divenuto nel frattempo International, divennero “cavalieri dei non vedenti nella crociata contro le tenebre”; da allora l'impegno dell'associazione nei confronti delle persone non vedenti e ipovedenti non è mai venuto meno. Il Lions Club Trento Host, che quest'anno festeggia I sessant'anni di attività, non ha mai fatto mancare il proprio generoso contributo alla causa promuovendo campagne di sensibilizzazione ai temi della prevenzione e iniziative rivolte al concreto aiuto di coloro che già ne soffrono. Tra il 1997 e il 1998 il Club ha regalato il modello del Duomo in bronzo, ancora oggi visibile all'interno della chiesa. Prende spunto da quest'episodio l'idea di una nuova missione, un “service” nato tre anni fa durante una chiacchierata tra l'allora arcivescovo di Trento, mons. Luigi Bressan, e Giannantonio Radice, socio del Lions Club Trento Host: il club avrebbe realizzato un modello in bronzo della città, correlato da didascalie anche in braille, per permettere a tutti di conoscere Trento, con I suoi palazzi e le sue piazze, I suoi campanili e il suo castello, con I suoi monumenti che costituiscono il grande centro storico e il cuore pulsante dell'identità locale, all'ombra del dosso incoronato dal monumento a Cesare Battisti. L'iniziativa, così concepita, è rivolta alla cittadinanza nella sua interezza, vedenti, ipovedenti e ciechi: indiscussa protagonista è la città di Trento, alla quale il club trentino in passato aveva donato i cartelli esplicativi che tutt'oggi si trovano nei luoghi di maggior prestigio del centro storico. Al liceo artistico “A. Vittoria”, che già in passato aveva collaborato per la preparazione del Duomo in miniatura, l'onere e l'onore di cimentarsi nuovamente nella realizzazione del modello per la fusione in bronzo: il progetto, accolto con entusiasmo da entrambi i presidi che in questi ultimi anni si sono avvicendati alla guida dell'istituto trentino, è entrato a far parte del programma di studio per una cinquantina di alunni di età compresa tra i quattordici e quindici anni, coordinati dal professore Loris Angeli. Un lungo e paziente lavoro, certosino nella rifinitura dei dettagli indagati di volta in volta dai giovani artisti in erba che nel corso dell'anno scolastico hanno imparato a conoscere Trento sotto una nuova luce, con l'orgogliosa consapevolezza di contribuire a creare un'opera d'arte che resterà in eredità alla loro città. Sabato 7 maggio alle ore 11 il Lions Club Trento Host, nel corso di una cerimonia ufficiale alla presenza delle autorità cittadine, della cooperativa sociale Irifor del Trentino e della cittadinanza, consegnerà ufficialmente in dono l'opera in bronzo, collocata in piazza D'Arogno a fianco del Duomo. “Partecipare attivamente al bene civico, culturale, sociale e morale della comunità – spiega Radice, che del progetto è stato l'ideatore e l'attento curatore nel corso degli ultimi tre anni – è una delle finalità che il Lions Club persegue da sempre. E se un gesto vale più di mille parole, con questo dono noi ribadiamo il profondo affetto che ci lega alla nostra bella città”. Sarà una città da guardare con gli occhi, con le dita, con il cuore.