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Se anche la barca è accessibile

Cosa ci fanno un bar mobile, una barca a vela e un camper in piazza d’Arogno, vicino al Duomo? Se lo sono chiesti in tanti ieri passando per il centro e in pochi si sono accorti della loro particolarità, ovvero l’accessibilità. Quella barca a vela poteva essere usata da persone con disabilità motoria in perfetta autonomia; il camper con porta larga 90 centimetri, pedana idraulica semiautomatica, corridoio ampio, bagno per disabili e volante con l’acceleratore a cerchiello e freno a lungo braccio poteva essere utilizzato da chi per molto tempo si è sentito impedito dalle barriere architettoniche e, infine, quel bar mobile offriva consumazioni al buio per provare a mettersi nei panni di chi la vista non ce l’ha. Dunque, il senso della progettazione universale riunito in una piccola piazza. L’idea collegata al convegno “Turismo e accessibilità, tempo libero e accoglienza” promosso dall’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Trento nell’ambito delle attività “Giovani e Professioni della Provincia autonoma di Trento”, in collaborazione con Fondazione Negrelli e l’Ordine degli architetti di Trento, ha avuto l’obiettivo di condividere nella giornata di ieri esperienze legate al tema dell’accessibilità tra tecnici, cittadini, utenti, realtà pubbliche e private, volontari e imprese. Infatti, il dibattito, che si è tenuto presso la fondazione Caritro ha focalizzato la propria attenzione sulle strutture ricettive fortemente orientate all’ospitalità di persone con disabilità, mostrando soluzioni di accessibilità degli spazi e raccontando storie di accoglienza umana. Una sensibilità sempre più radicata sul nostro territorio, come sottolineato da Sergio Bettotti, responsabile del Dipartimento cultura, turismo, promozione e sport della Provincia Autonoma di Trento, dato che il turismo è anche il settore di punta dell’economia trentina. La ricettività è sempre più attenta alle esigenze legate alla disabilità con la creazione di un contesto adeguato, dove stare bene e tornare ancora. Nella mattinata di ieri sono intervenuti: Mauro Tommasini della cooperativa sociale “La Rete”, Franco Vitali dell’ ”Holiday Village Florence” di Comacchio, Ferdinando Ceccato di “Irifor – Centro per la prevenzione e riabilitazione visiva”, Giuseppe Sabato di “Nuova Camper Marostica”. Nella parte pomeridiana si sono susseguite le relazioni di Matteo Bonazza dell’ ”Hotel Vittoria – Folgaria”, Franco Gazzarini dell’”Ufficio eliminazione barriere architettoniche del Comune di Venezia”, Alessandro Paleri, ingegnere aerospaziale, sportivo e pilota e, infine, Gianluca Samarelli della cooperativa sociale “Archè”. Dunque un modo concreto per porre attenzione su queste tematiche e creare una rete di cittadini e professionisti a supporto dell’azione di chi è impegnato nei processi di inclusione sociale, dalla progettazione all’assistenza quotidiana. L’evento, che si è tenuto alla fine della “Settimana dell’accoglienza”, è alla sua seconda edizione: la prima, del dicembre 2014, è stata dedicata all’ambito residenziale ed anche in quella occasione è stato chiesto ai partecipanti di mettersi nei panni dell’altro. Se quest’anno i partecipanti hanno potuto capire la condizione dei non vedenti con il bar al buio, nella prima edizione hanno provato a muoversi in sedia a rotelle.      Giada da Roit