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Consigli di lettura: Nicolodi e Tolkien

Desidero ringraziare il Centro Nazionale del Libro Parlato dell’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti, sezione di Brescia, perché nella passata torrida estate mi ha dato l’opportunità di ascoltare due opere che consiglio caldamente agli appassionati di lettura.
La prima, uscita nel luglio di quest’anno, ha per titolo “Aurelio Nicolodi, una luce nel buio dei giorni” e ci dà la possibilità di conoscere il fondatore della nostra Associazione. L’opera, frutto dell’appassionata ricerca di due giornalisti trentini, Alberto Folgheraiter e Giorgio Lunelli, ci tratteggia l’affresco storico in cui si dipana la vita del giovane Nicolodi, partendo dall’incidente bellico che cento anni fa lo ha portato improvvisamente alla cecità, facendoci scoprire come tale condizione, grazie al carisma di quest’uomo nato tra i nostri monti, è diventata luce, riscatto ed esempio per molti ciechi italiani. La particolarità di questo libro è che sono proprio gli stessi autori a leggerlo per noi.
La seconda, del 2002, ha per titolo “Tolkien: il mito e la grazia”. È un libro scritto da Paolo Gulisano, medico, grande conoscitore della storia della medicina, del mondo del fantasy e in particolare di Tolkien, che come sappiamo è l’autore de Il Signore degli anelli. Anche questo secondo libro, che ha il potere di portarci nel mondo fantastico, ma allo stesso tempo reale, tratteggiato da Tolkien, diventa per il lettore una luce che rischiara il cammino di questi nostri tempi inquieti e confusi. È anche un’ottima introduzione alla lettura o un commento, per chi le avesse affrontate, alle opere di uno dei più grandi scrittori del secolo scorso. Ecco un breve commento introduttivo tratto dal libro.
«Tolkien è riuscito a parlare al cuore di milioni di lettori con il linguaggio eterno del mito, toccando gli argomenti che più contano: bellezza, amicizia, fedeltà, amore, gioia, sacrificio, libertà, morte, verità, grazia. Un grande affresco simbolico della storia e della condizione umana. Su tutto domina il tema della ricerca. L’opera di Tolkien non è una semplice rivisitazione di antiche leggende, ma il tentativo, riuscito, di realizzare un’epica di profondo spessore, con evidenti radici religiose”. «Se mai gli uomini si trovassero in condizioni tali da non voler conoscere, da non poter percepire la verità, la fantasia perirebbe e diverrebbe morbosa illusione». (John Ronald Reuel Tolkien). Insomma, due opere che danno luce e speranza! Buona lettura!
(Claudio Forti)