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Le esperienze raccontate con piccole testimonianze

(tratto da “Sesto Senso Speciale Feste Vigiliane” – giugno 2013)

Negli anni migliaia di persone hanno partecipato agli eventi al buio e di ognuno di loro è rimasta una piccola testimonianza, un ricordo, un'impressione o un consiglio. Anche solo poche righe d'incoraggiamento, di condivisione o semplicemente un grazie diretto a coloro i quali rendono realizzabile ogni evento diventa un piccolo dono per chi farà poi tesoro di tutte le testimonianze. Mi ha colpito in particolare il commento di una persona che ha definito l'esperienza "illuminante", descrizione che potrebbe sembrare velata d'ironia, o comunque in totale antinomia rispetto ad un evento al buio. Riflettendo invece più accuratamente si capisce che forse non si poteva trovare migliore definizione di questa per rendere l'idea sia dell'accrescimento sensoriale provocato dalla privazione temporanea della vista, sia dall'abbattimento dei molti stereotipi riguardanti questa disabilità. Il primo impatto con un evento al buio viene descritto da molti come uno shock iniziale, sconfitto poco dopo dallo stimolo alla scoperta, alla novità e al desiderio di mettersi alla prova che prendono il sopravvento e ci guidano nel buio.
La maggior parte dei commenti e dei consigli raccolti riporta ringraziamenti di cuore, indirizzati ai camerieri non vedenti che si fanno carico di accompagnare i clienti durante tutta l'esperienza. Il rapporto che viene a crearsi tra loro è molto diverso dal solito rapporto di clientela in quanto vi è un legame più diretto, meno mediato e formale; la funzione di guida che ha ogni cameriere è indispensabile per indirizzare e rendere l'esperienza piacevole per tutti; si crea in questo modo un rapporto di fiducia che porta la persona vedente ad affidarsi completamente alle indicazioni impartite da quella voce, di cui non conosce altro che il nome, e che non può abbinare ad un volto. Tutte le testimonianze vengono raccolte e custodite come piccoli tesori dagli organizzatori, che negli anni hanno saputo trarre da esse utili informazioni e consigli. Spesso in molti riferiscono che il cibo e le bevande consumate al buio sembrano più saporite e profumate, eppure questa è una suggestione della mente che, facendoci concentrare in maniera più intensa e particolareggiata sui restanti sensi, ci fa credere di stare mangiando un cibo molto più gustoso.
Quello che forse stupisce maggiormente il vedente è il fatto di mettersi alla prova in un'azione quotidiana, rinunciando all'ausilio della vista, approcciarsi in maniera nuova ai propri sensi che spesso agiscono sotto comando e direzione degli occhi. Semplici gesti come portare il cibo alla bocca, o prima ancora individuarlo nel piatto e tagliarlo possono richiedere una concentrazione che non siamo soliti dare ad un'azione che rappresenta per noi un automatismo. Tantissimi sono i grazie, per aver dato la possibilità a molti di immedesimarsi in una situazione per loro nuova, ma che per molti rappresenta la quotidianità. Grazie da chi ha partecipato perché voleva provare in prima persona la situazione di un proprio caro non vedente e grazie da chi, entrando scettico o con poche aspettative, si è dovuto ricredere perché affascinato da quello che aveva appena sperimentato.
(Giulia Thiella)