ALTO CONTRASTO -a +A

Una visita al bar al buio:
uno spaccato di vita a 360 gradi

(tratto da “Sesto Senso Speciale Feste Vigiliane” – giugno 2013)

Siamo stati gentilmente ammessi ad assistere ad un turno di lavoro all’interno del bar al buio ed abbiamo potuto trascorrere delle ore piacevoli quanto interessanti. Fin dal momento di apertura, quanto ancora i clienti non ci sono, siamo catturati dall’auto ironia espressa da chi è di turno in questa occasione. Dopo aver mosso qualche passo all’interno del locale, avvertiamo una specie di tonfo sordo accompagnato da un saluto: “Ciao Maria!” Ha parlato Dario, naturalmente in servizio per questa volta. Cercando di mantenere la concentrazione ci buttiamo a caccia di questa presenza femminile che crediamo sia stata nascosta qualche minuto prima. Dopo appostamenti, battute, domande a mezza voce, veniamo a sapere che questo non è altro che il nome appioppato alla varie colonne che si possiamo incocciare all’interno dei vari ambienti. Una volta che il barista incorna di giustezza questo tipo di ostacolo, per evitare che i colleghi subiscano ugual sorte, ricorre a tale esclamazione. Arriva il primo avventore, si tratta di un Signore non più giovanissimo, infatti supera gli 80, il quale ricevuto un minimo di assistenza e di aiuto da Gianni, evidentemente collega di Dario, si accomoda ordinando un bicchiere di rosso. Avutolo, ne richiede, dopo pochi minuti un secondo, mentre gli viene spiegato che la caratteristica principale di questa iniziativa è quella che prevede una sola consumazione con eventuali notizie sul mondo dei non e degli ipovedenti, per poi favorire l’afflusso e il deflusso di altri ospiti. Il simpatico personaggio, però rimane sordo ad ogni delucidazione, ad ogni modo viene accontentato. Da qui alla terza ordinazione, che poi è uguale alla prima ed alla seconda, il passo è brevissimo. A questo punto il buon Gianni, con tatto e delicatezza, si fa spiegare il perché di tali esigenze, ed allora l’arzillo nonnetto riferisce: “sa nei giorni di sereno a Trento fa piuttosto caldo e qui si rimane bene al fresco; sono stato qualche giorno fa dal medico, il quale mi ha sconsigliato le alte temperature, aggiungendo poi che il vino io non posso nemmeno vederlo, quindi ho deciso di venire qui e berlo al buio”. Se tutto questo accade in qualche minuti, lasciamo alla fantasia di ognuno immaginare quante situazioni di tipo diverso si vivono con il trascorrere delle ore, ecco perché ci sentiamo di invitare tutti anche in futuro.
(Walter Faes)