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IRIFOR e i concerti al buio
“Dark Notes – La musica illumina l’anima”

La Cooperativa IRIFOR ha proposto, da febbraio a maggio, un nuovo ciclo di concerti al buio. La rassegna “Dark Notes – La musica illumina l’anima” è stata resa possibile dal contributo della Fondazione Cassa Rurale di Trento e ha visto alternarsi sul palco della sala rossa, per ben nove serate, artisti locali e non, con generi diversi, ma la stessa voglia di mettersi in gioco in una situazione nuova anche per loro, oltre che per il pubblico, numerosissimo come sempre a testimonianza del fatto che l’iniziativa piace molto.
Per Tiziano Campagna e Daniele Valle, i due chitarristi trentini, l’intensa esperienza ha richiesto un livello di concentrazione elevato, ma ha permesso loro di scoprire “la possibilità di attivare attenzioni diverse. La musica è veramente un mezzo potente”.
Per il giovane cantautore valsuganotto Davide Battisti “cantare senza poter vedere ha risvegliato le sensazioni vissute quando ho scritto le mie canzoni”.
Livia Ferri, cantautrice romana, al termine del concerto ha ringraziato “per la bellissima occasione di sperimentare una cosa così emozionante ed importante”.
Veronica Marchi, cantautrice di Verona, nel buio del concerto ha vissuto “una continua e affascinante ricerca delle pieghe dell’anima e di ciò che ogni singolo essere vivente porta con sé. È stata un’esperienza artistica irripetibile, e umanamente un’esperienza di vita forgiante”.
Nella rassegna sono intervenuti anche Francesco Patella, accompagnato da Mattia Scarabottolo al basso e Aleksandro Bonelli alla batteria, il Coro del Pasubio guidato dal maestro Ivan Cobbe, il gruppo country Yellow Kapras, il Luca Olzer Trio jazz e Jack Jaselli.
Quest’ultimo, già ospite di IRIFOR nel 2014, è tornato nell’oscurità: “Io e il pubblico abbiamo parlato con mezzi diversi l’unico linguaggio comune, quello delle sensazioni. E forse Yeats è stato persino parsimonioso nello scrivere: quando guardi nel buio, c’è sempre qualcosa. Avere il coraggio di perdersi un po’ è davvero l’unica strada per trovarsi. Forse lontano dagli occhi, ma vicino al cuore.”
(Irene Matassoni)