ALTO CONTRASTO -a +A

I “Sens In Versi” di ABE “al buio” di IRIFOR

Bellezza, coraggio, tristezza, angoscia, riflessione, profondità, immaginazione: queste alcune sensazioni e opinioni evocate nel pubblico presente allo spettacolo del 21 maggio scorso che IRIFOR ha inserito nella propria rassegna di eventi “Al Buio”, aprendosi al teatro con un progetto artistico trasversale di Alberto Sometti in arte “ABE“, tratto dall’opera originale “Sens In Versi”.
Lo spettatore-uditore ha messo alla prova le proprie capacità di ascolto e resistenza a una condizione inusuale per il vedente: il buio. “Scenario invisibile - spiega ABE - che permette ai sensi (ispiranti l’opera scritta) di riattivarsi e a immaginazione e fantasia di riprendere il proprio posto privilegiato nei meccanismi mentali di evasione e comprensione dell’esperienza reale.”
ABE ha allestito uno spettacolo alternativo, spostandone l’attenzione sulla componente sonora, vocale e musicale (alla chitarra Pierpaolo Manca ha saputo miscelarsi ad arte con la voce recitante), anziché su quella visiva e gestuale riservata al finale a sorpresa, con l’intento preciso di far notare le diverse reazioni ai vari stimoli percettivi.
“Il vedente - prosegue ABE - non è abituato a battere le terre desolate dell’assenza di luce e perde i propri orientamenti abituali se non ha sviluppato le proprie attitudini sensoriali innate; ma sono quelle terre a celare una moltitudine di sentieri che porterebbero a mete lontane e inaspettate, ricche di emozioni e sfumature particolari.”
Da queste vie l’idea di sottotitolare il progetto “Le Stanze”: 8 stanze accessibili da rispettive porte (come i manifesti blu-rossi di scenografia) che traducevano nelle tematiche messe in scena.
“La chiave - conclude ABE – risiedeva nell’interpretazione della voce, da suono a immagine, che avrebbe dovuto condurre l’ascoltatore tra i chiaroscuri della psiche, come accade a un non vedente o ipovedente: fiochi giochi di luci e ombre si mescolano e gli restituiscono visioni suscettibili di varianti della percezione, diverse a seconda degli stimoli esterni e interni, fisici e mentali. Esse completano i “Sensi” della vita, da coltivare con costanza se ne si vuole cogliere i frutti.”

Alberto Sometti © 2015